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Se l’uva appena raccolta potesse mantenere a lungo la freschezza e tutti i suoi profumi e se la si potesse tenere in tasca senza incidenti, sono sicuro che molti buoni viticoltori parlando della qualitá del loro vino, tirerebbero fuori da una tasca della giacca tre chicchi di quell’uva e li offrirebbero da assaggiare. |
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Nei prodotti naturali deve esistere un chiaro e diretto legame di aromi e profumi tra il frutto all’origine e ció che ne deriva. Eppure, mentre é considerata eresia pensare ad un olio d’oliva che non sappia di olive o ad un vino che non abbia in sé il profumo della sua uva, viene accettato normalmente un cioccolato, con tanti aromi aggiunti, ma che manca peró di quello che gli spetta di diritto, il suo profumo di cacao. |
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Per questo, quando mi domandano come mai il nostro cioccolato è cosí buono e tanto diverso dagli altri, mi sembra naturale e sano far assaggiare le fave di cacao con le quali lo prepariamo. |
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Il cioccolato non é il risultato dell’alchimia del cacao, -prodotto che per magia si materializza nei magazzini dei grandi porti- ma come il vino o l’olio d’oliva anche il cioccolato nasce nei campi e come la vite e l’olivo, l’albero del cacao, per dare buoni frutti, ha bisogno di terreni adatti, di molte cure, tantissimo lavoro e di una vera grande esperienza.
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Come sbucciare una fava di cacao
Per sbucciare una fava di cacao, basta prenderla tra il pollice e l’indice e comprimerla leggermente contro una superficie dura.
Un piccolo clack ci dirá che il tegumento si é rotto; si separa allora facilmente dal seme e va gettato insieme alla radichetta -dura e amarognola- che si vede nella parte piú tonda del seme. |
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